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Se esiste una pompa di benzina dove fare rifornimento di emozioni, che poi rimangono immagazzinate per una vita intera, le Finali Nazionali di Coppa Italia Femmnile rugby a 7 Under 16 di Calvisano è sicuramente una di queste.
E’ difficile condensare in poche righe quello che si è vissuto per 3 giorni tra Brescia (base operativa della spedizione Amatori Napoli Rugby) e lo splendido impianto di Calvisano (BS) dove sabato 3 e domenica 4 si sono disputate le gare di finale per assegnare il Titolo Italiano Seniores e Under 16.
Partiamo dalla fine: se 700 km di autostrade in un minivan con 7 stupende atlete Under 16 che si raccontano e ri-raccontano le emozioni vissute in 2 giorni, vengono “bevuti” come un bicchiere d’acqua, vuol dire che qualcosa di magico è accaduto. No, non siamo ritornati a Napoli con il titolo di Campioni d’Italia, ma se si pensa che il tutto è nato solo 6 mesi fa, altro che Campioni d’Italia: questo è molto di più!!!.
Ma per non farsi trasportare, nel racconto, dalle troppe emozioni vissute (anche da uno, come lo scrivente, che di queste situazioni ha avuto la fortuna di viverle già) si cercherà di seguire la cronologia.
Dopo il lungo viaggio di avvicinamento a Brescia ed aver apprezzato la bellezza e la quiete della città lombarda, finalmente arriva il gran giorno. Sabato 3 si va a Calvisano (solo 30 km da Brescia) dove, sullo splendido impianto dei Campioni d’Italia di rugby a 15, si disputeranno le gare. Le ragazze hanno già impresso in testa il girone capitato (Valledora del Piemonte, C.U.S. Milano e Villorba del Veneto), l’adrenalina sale come il caldo asfissiante.
La guarnigione napoletana fa campo base sotto la fresca ombra di un’albero e si prepara alle gare senza sapere il reale valore delle avversarie che le aspettano. Nell’attesa del primo match con il Valledora, si segue la gara tra le altre 2 avversarie e ci si rende subito conto che il livello sarà molto alto visto che le 2 contendenti sono anche tra le favorite per la vittoria finale.
Finalmente arriva il momento della prima gara che ci vede opposte alle piemontesi del Valledora. Pronti via e partenza a razzo delle napoletane che non lasciano respirare le piemontesi. La gara è tutto un placcare, sostenere ed avanzare e così arrivano anche le mete, ben 4-1 per le napoletane che al fischio finale esultano più per aver scaricato la tensione e preso consapevolezza che anche loro potevano stare con onore a contendersi il titolo. Più stremati erano invece i genitori a bordo campo che ancora non avevano preso coscienza della forza delle loro figlie!
Seconda gara con il C.U.S. Milano che 2 stagioni fa aveva vinto il titolo di categoria. Si capisce che questa gara sarebbe stata più difficile, infatti le milanesi passano subito in vantaggio ma la veloce replica napoletana con Giulia Petrucci, riapre il cuore alla speranza. Ma è solo un’illusione momentanea: le meneghine macinano gioco e segnano altre sei mete con un punteggio finale che forse è forse un po’ troppo largo per il reali valori espressi in campo.
Poco male, ci sarebbe ancora una possibilità di disputare le finali dal 1° all’8° posto il giorno dopo, ma quando si scende in campo contro il Villorba, ci si rende conto che si sta giocando al livello più alto del “videogioco”, e che per arrivare a questo livello la strada da percorrere e molto lunga. Poco da raccontare se non che il Villorba seppellisce le ragazze napoletane con ben 10 mete, per poi continuare come delle schiacciasassi fino a vincere, il giorno successivo, il Titolo di Campione d’Italia!
Domenica 4, quindi, si disputeranno le finali dal 9° al 16° posto e subito gli accoppiamenti ci riservano la 2° squadra del Villorba, più giovane ma più “pesante”. Che la partita sia alla portata, lo si vede subito, ma la maggiore stazza delle venete fa la differenza e subiamo 3 mete senza saper reagire prontamente. La gara finisce così con la soddisfazione di aver ricevuto i complimenti della capitana della nazionale femminile Silvia Barattin (di Villorba peraltro) presente a bordo campo, ma con l’amarezza di aver perso, per un infortunio fortunatamente non serio, Giulia Petrucci che non potrà, poi, disputare le 2 gare conclusive.
Come già capitato nel recente passato, non potendo contare su giocatrici di riserva, le ragazze dell’Amatori si trasformano in eroine di altri tempi ed affrontano in 6 le avversarie che, per regolamento, devono adeguare il numero di giocatrici in campo.
Gli incroci ci propongono nuovamente le Piemontesi del Valledora, ma questa volta la gara, forse per lo sconforto iniziale della perdita della compagna di squadra, si dimostra più difficile e dopo aver pareggiato sul campo il numero di mete e traformazioni, la partita viene decisa al calci piazzati. 2 su 3 per noi e 1 su 3 per loro. Quindi si potrà disputare la finale 13° e 14° posto che di certo decreta che non saremo ultimi, e questo è già un grande successo dopo quello di aver raggiunto queste finali.
Le ragazze napoletane non sono ancora soddisfatte e voglio vincere anche questa partita che le vede opposte alle lombarde del Sondrio. Dopo un avvio difficile (complice anche il sole caldissimo rispuntato tra le nuvole a metà mattinata) le ragazze hanno la voglia, la forza e la capacità di ribaltare il risultato e piazzarsi al 13° posto ed il numero, a noi napoletani, non dispiace!
Finisce qui il racconto di 2 giorni stupendi, ma questa volta sorge l’obbligo di ringraziare:
Le atlete partecipanti: Floriana Bernardi, Annamaria Cinque, Arianna D’Alessandro, Anastasia De Lucia, Leda Mazio, Giulia Petrucci e Sara Simonetti.
Le atlete infortunate che ci hanno permesso, durante l’anno, di arrivare fino a Calvisano: Beatrice Crocetto e Federica Longobardo, che vogliamo rivedere al più presto in campo, e la giovane Aida, ancora troppo poco esperta per partecipare a questo evento.
Le atlete che non hanno voluto credere fino alla fine a questo sogno.
Ma soprattutto grazie ad Amelia, Mariagrazia, Gea, Giancarlo, Fabiana, Paolo, Stefania e a tutti i genitori che hanno permesso, per l’intero anno, che questa bella avventura arrivasse fino alla fine.