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Poiché il riproporsi di situazioni note, rende molto elevato i rischio di ripetersi, forse questa volta è preferibile “sterilizzare” in parte il commento e lasciare spazio alla cronaca.
La partecipazione dell’Amatori Napoli Rugby al 12° Bigchallenge U14 – Memorial Simone Sau, ottimamente organizzato dal Noceto Rugby (che ringraziamo per la grande disponibilità ed il senso di ospitalità) era una occasione importante, per verificare in un contesto molto qualificato, con la stagione che ormai volge al termine, gli esiti del lavoro svolto nel corso di questa lunga ed intensa annata agonistica.
L’andamento del torneo ha in effetti fornito molte conferme, nel bene e … nel meno bene (diciamo così).
Per tenere fede all’impegno preso nell’incipit, il commento si limita al rilievo che chi ha la ventura di giocare contro questa U14 non ha mai vita facile: squadre anche molto attrezzate tecnicamente e fisicamente più forti devono impegnarsi al massimo per avere ragione dell’Amatori Napoli e comunque non vanno oltre vittorie “di misura”. La combattività, il coraggio, la determinazione dei ragazzi ed anche il loro buon livello tecnico sono indiscutibili e anche questa volta i nostri giovani atleti hanno avuto occasione di dimostrarlo. Risulta dunque difficile trovare la ragione dei ricorrenti black out o comunque degli andamenti a “corrente alternata” che hanno caratterizzato questo come altri tornei, compromettendo esiti finali che potevano essere molto più soddisfacenti.
Il girone di qualificazione si apre con un pareggio (5-5) contro il Rugby Alpago e la delusione per la mancata vittoria contro un avversario impegnativo, ma non certo irresistibile, non poteva comunque essere manifestata troppo platealmente, considerato che solo una enorme ingenuità commessa da uno dei ragazzi veneti ha impedito la beffa di una sconfitta.
Nel secondo incontro i nostri avversari sono i padroni di casa del Noceto, reduci da una netta vittoria nella loro prima partita e ovviamente molto motivati. Viene fuori un incontro molto fisco e tirato che si conclude con la vittoria dei nocetani per 19-14.
L’ultimo incontro del girone è quello che decide del passaggio al torneo Challenge, al quale si qualificano le prime due di ogni girone oppure l’assegnazione al torneo c.d. Emergenti (giocato dalle terze e quarte). Chi vince tra Amatori Napoli e Union Milano sarà seconda. Le cose sembrano mettersi davvero bene per i napoletani che concludono il primo tempo, giocato in maniera impeccabile, in vantaggio 17-0. Sembra (quasi) fatta e forse proprio l’illusione che sia finita, forse la stanchezza, certamente la reazione della squadra milanese e, non ultimi, molti demeriti difensivi portano al ribaltamento del risultato, che alla fine ci vede soccombere 17-22. Ai citati fattori, deve però essere aggiunto – e si tratta di una voluta eccezione alla scelta di non parlare degli arbitraggi – il contributo di un giovane direttore di gara, che indotto dalla sua straordinaria incompetenza a disapplicare praticamente l’intero regolamento di gioco, ha finito non solo per condizionare l’andamento della partita, ma anche e soprattutto per turbare la serenità di chi era dentro e fuori dal campo.
Morale della favola (senza lieto fine), il giorno successivo l’Amatori Napoli avrebbe disputato il torneo Emergenti e non il Challenge, obiettivo, per quel che si è visto, certamente alla portata dei nostri ragazzi e che avrebbe costituito per loro una importante gratificazione, oltre a fornire l’occasione per confrontarsi con squadre di alto livello.
Bisogna comunque dire che anche la maggior parte delle squadre che hanno disputato il minitorneo Emergenti si collocava su di un livello decisamente superiore alla media del panorama campano e dunque insieme alla voglia di riscattarsi, la seconda giornata rappresentava in ogni caso un test probante e impegnativo.
Decisamente da dimenticare la prima partita contro il Gispi Prato, che presentava una squadra formata da atleti tutti del 2004, ma che ha giocato in maniera ordinata, attenta e grintosa, vale a dire esattamente il contrario di quel che ha fatto, in questa occasione, un’Amatori Napoli confusionaria, deconcentrata e spenta. Le mete rimangono inviolate e la partita si decide, a favore dell’Amatori Napoli, dopo i tre drop previsti dal regolamento in caso di parità.
Come già accaduto altre volte nell’incontro successivo cambia tutto. L’avversario, il Rugby Franciacorta, lo avevamo visto giocare poco prima ed è di notevole spessore. La posta in palio è l’accesso alla finale e sarà conquistata, dopo una battaglia leale e durissima dai nostri avversari, poi vincitori anche del torneo, ma la resistenza, tutt’altro che passiva, opposta dall’Amatori merita di essere sottolineata, per la tenacia e la sfrontatezza.
Per fortuna questa “versione virutosa” dell’Amatori Napoli è quella che scende in campo nella finalina per il terzo posto contro il CUS Siena. Il risultato finale di 28-10 a nostro favore è lo specchio di una partita ben giocata e poi autorevolmente controllata dai ragazzi napoletani, che chiudono il torneo con una vittoria convincente e qualche sorriso in più.
La stagione è arrivata (quasi) ai titoli di coda e il tentativo o la tentazione dei bilanci costringerebbe a volgere all’indietro sguardi che invece vanno puntati in avanti e tenuti ben fissi sui prossimi obiettivi: quelli di chi resterà in U14, quelli di chi si affaccerà per la prima volta a questa categoria (o addirittura al rugby), quelli, molto impegnativi e ravvicinati, di chi farà il salto nel rugby dei “grandi”, quello che si gioca in 15 contro 15.
Buon rugby a tutti voi, ragazzi.