[sgmb id=”2″]
La necessaria sintesi che la funzione di questi report impone, richiede di trovare una chiave di lettura immediata – e se possibile efficace – per descrivere quel che è successo, in particolare quando il materiale sportivo, emotivo o anche solo descrittivo che un evento come Memorial Amatori Parma mette a disposizione è così ricco e vario da far apparire come un torto ogni omissione.
Eppure non si può fare diversamente. Affidiamo dunque ai protagonisti il compito attuale e futuro di raccontare, a chi vorrà ascoltare, l’atmosfera che si respirava, i dettagli tecnici delle partite e l’aneddotica di varia natura di quel che è avvenuto l’8-9 aprile sui campi della Cittadella del Rugby di Moletolo.
Under 6
3 vinte e 3 perse. Questo il bilancio di un torneo che ha visto gli “Under Gnomi” U6 Amatori Napoli Rugby protagonisti di sei partite giocate da campioni.
Erano solo in 5, ma hanno giocato tutte le partite placcando chiunque gli passasse vicino, lottando su ogni pallone e rispondendo colpo su colpo agli avversari che, anche quando hanno vinto, hanno dovuto soffrire la tenacia e l’aggressività dei nostri piccoli atleti.
Bambini che a soli 5 anni hanno capito cosa significa giocare di squadra (l’unica formazione che non si basava sui singoli ma sul gioco). Il divertimento ha fatto da protagonista per giocatori, tecnici e genitori che sono tornati a Napoli entusiasti per quanto visto. La strada è quella giusta e il tempo lo dimostrerà!
Il Coach Valerio Esposito
Under 8
37 squadre e 12 gironi, 14 i cuccioli dell’Amatori Napoli e per molti cuccioli prima esperienza in trasferta e primo torneo.
2 formazioni U8, 10 partite giocate in totale, 4 vinte e 6 perse.
Preparazione atletica della nostra U8 di buon livello ma che si scontra con alcune squadre, soprattutto quelle che hanno una cultura ovale secolare, che presentano alternative tecnico/tattiche e impatto alle gare paragonabili ad una Under 12 o 14.
I nostri cuccioli hanno avuto un impatto non facile con la prima partita, ad eliminazione diretta, contro un travolgente Milano che ha poi vinto il Torneo ex aequo con il Prato. L’emozione è un elemento di “cuore”, non di muscoli o di cervello e, per fortuna aggiungo io, umana, imprevedibile e naturale.
Tante note positive. Dopo la prima partita, un crescendo di prestazioni e di risultati, siamo usciti dal campo con “dulcis in fundo”.
La partita più bella (non solo di questo Torneo) è stata quella persa 3 a 2, meta su meta e metro su metro, con le Fiamme Oro. Una meta da squadra.
Tante azioni belle, la migliore? Un placcaggio sulla linea laterale recupero palla dal più cucciolo dei nostri cuccioli, corsa di almeno 35 metri senza voltarsi e meta! Non l’abbiamo vinta, ma per tutti, dopo quella galoppata, l’abbiamo vinta.
Cosa ci resta? Forse l’espressione di tante mamme e tanti papà che si divertono, che urlano, che incitano e che ridono.
Si perché, anche se c’è nell’aria una giusta tensione, dobbiamo imparare a ridere, a sorridere e fare i complimenti ai più bravi, non trovare alibi nelle sconfitte e non esaltare le vittorie: stiamo allenando bambine e bambini che un giorno saranno delle Donne e degli Uomini.
Infine, se torni a casa senza voce e non ti ricordi “quante vinte e quante perse” allora è una cosa buona e nessuno ha perso.
Gino
Under 10
Il torneo inizia subito con una sfida molto impegnativa per i nostri ragazzi che affrontano i pari età del CUS Milano. Entriamo in campo un po’ tesi e gli avversari ne approfittano segnando subito mete, poi iniziamo a giocare anche noi anche se senza riuscire a segnare, il Milano comunque ne approfitta e spostando bene il pallone al largo continua a segnare. La partita finisce 6-0 per loro ma finiamo in crescendo.
La seconda partita del torneo ci vede protagonisti nella partita contro il Cus Genova, riusciamo ad esprimere un buon gioco occupando bene il campo e restando concentrati per tutta la partita. Risultato 7-0 per l’Amatori Napoli Rugby.
Terza partita con le Fiamme Oro e partenopei entrano i campo con tanta voglia di fare riuscendo a respingere i ripetuti attacchi della squadra romana, ma non riuscendo a sfruttare al meglio le occasioni create; ottima prestazione, comunque, per un risultato di 2-0 a favore dei romani.
Terza e ultima del girone contro il Terni che esce vincente da questa sfida per 4-0; il risultato non esprime al meglio l’andamento della partita, che sicuramente il Terni meritava di vincere ma non con un divario cosi ampio.
Dopo la pausa pranzo si riprende a giocare e giochiamo la migliore partita del torneo contro il Tor Tre Teste che vinciamo 6-0; perdiamo invece per la finale con il Livorno per 4-2 in una partita combattuta ma che ha ci ha visto partire già stanchi in quanto giocata quasi di seguito alla precedente.
Soddisfatto dei ragazzi che si sono confrontati con delle squadre molto forti e con bambini che già avevano un esperienza rugbistica importante alle spalle: siamo sulla strada giusta e continuando cosi potremo ottenere dei buoni risultati in futuro.
Il Coach Vincenzo “Zenzo” Iacuaniello
Under 12
Se considerassimo strettamente il risultato agonistico, ci verrebbe da giudicare il week end appena trascorso usando un’ottica propositiva, come è d’obbligo in chi vuole crescere e migliorare, e diremmo “bicchiere mezzo pieno”. I numeri dicono che abbiamo perso un bel po’ di partite, pareggiata una e vinta qualche altra, contro avversari organizzati e in ottima forma, in campo sono emerse le lacune che sapevamo di avere e che non ci hanno permesso di puntare molto in alto, si è visto un buon gioco e grandi miglioramenti da parte di tutti i giocatori scesi in campo che sono usciti tutti a testa alta a fine torneo.
Guardando oltre però si è visto un allenatore, Roberto Carotenuto, che giorno dopo giorno dimostra una costante crescita tecnica ma soprattutto umana e che ha fatto breccia nel cuore di tutti i piccoli atleti che ormai si affidano a lui dentro e fuori dal campo, facendoli diventare una squadra e facendo uscire il meglio da ognuno di loro superando difficoltà che avrebbero messo alle corde i migliori sociologi e psicologi.
Ma soprattutto abbiamo visto gli Atleti, i veri vincitori. Sarebbe banale segnalare chi ha segnato più mete o ha fatto i migliori placcaggi, durante questo torneo abbiamo avuto la soddisfazione di vedere i ragazzi che in altri contesti restano ai margini essere al centro, chi normalmente non passava la palla cercava il compagno, chi più ostile al contatto andare a placcare senza esitare,abbiamo visto una Squadra: ragazzi che sono voluti stare assieme dalla partenza all’arrivo vivendo assieme l’ essenza di ogni secondo trascorso, il meglio si è visto fuori dal campo e se continuano così…
Paolo
Under 14
Non essendo la prima volta che la U14 dell’Amatori Napoli partecipava al Memorial Amatori Parma – una vera e propria festa del minirugby nazionale, in un luogo consacrato alla pratica del rugby – la convinzione che, sotto tutti i punti di vista, valesse la pena esserci aspettava solo di essere confermata, come puntualmente avvenuto, attraverso l’esperienza personale (in alcuni casi reiterata) di chi (anche questa volta) era presente.
Resta allora da fare qualche considerazione ‘specifica’ sui risultati che la nostra U14 può dire di avere conseguito alla fine del proprio torneo. Chi era sul campo a seguire la squadra, per buona parte del torneo ha vissuto stati d’animo oscillanti tra il rammarico e la soddisfazione, ma alla fine si può senz’altro dire che la soddisfazione ha prevalso certamente sul (pur non lieve) rammarico. Quest’ultimo è dovuto al fatto che giudicando le prestazioni dell’Amatori Napoli con il parametro delle ultime partite giocate appaiono quasi incomprensibili le sconfitte, sia pure di strettissima misura (1 meta a zero) subite nelle prime due partite del girone di qualificazione da parte del Noceto (classificatosi poi primo nel girone) e del Frassinelle. Sconfitte difficili da digerire anche perché arrivate all’esito di due partite, soprattutto la prima, segnate da un dominio territoriale dei ragazzi napoletani, tanto netto quanto, purtroppo, sterile. La logica del torneo, con partite brevi e intensissime, non ammette cali di tensione e non consente recuperi: il fischio finale arriva prestissimo a suggellare il solo dato incontestabile e cioè le mete e i punti fatti (o non fatti).
Alla terza partita contro la Lazio, arriva finalmente una vittoria (anche in questo caso per una sola meta a zero, ma a nostro favore), non esaltante ma utile a spazzare via la cappa di sfiducia che iniziava ad avvolgere la squadra. Ed infatti da questo momento inizia un altro torneo.
La partita contro il Terni, avversario molto solido che alla fine ci precederà in classifica per la differenza di una sola meta, segna il vero punto di svolta. Dopo una incertezza iniziale che costa una meta, l’atteggiamento mentale cambia e lo spirito combattivo, la cattiveria agonistica, la fiducia in se stessi e nei compagni prendono finalmente il posto delle inconcludenze precedenti e non abbandoneranno più la squadra fino alla fine del torneo. La bella vittoria contro la squadra umbra ci consegna ad un (virtuale) secondo posto a pari punti con altre due squadre, la differenza mete, purtroppo, ci fa slittare in terza posizione e questo significa andare a giocarsi le posizioni dal nono al dodicesimo posto (su 20 squadre).
Ma, come detto, ora le cose sono cambiate e il successivo avversario, il Cernusco, se ne accorge subito. I ragazzi lombardi sono fisicamente e tecnicamente attrezzati, ma la pressione che i napoletani esercitano in tutte le zone del campo impedisce al Cernusco di sviluppare il proprio (o qualunque altro) gioco. Il punteggio finale di 15-7 porta il suggello di un calcio di punizione piazzato in mezzo ai pali che chiude ogni discorso.
Sono ormai le 22.30 quando i ragazzi lasciano il campo e i loro visi, gli sguardi che si scambiano e l’umore che circola raccontano bene la diversa consapevolezza che ora li anima. Piace sottolineare che tra quei visi c’erano anche quelli di due ragazzi dell’Afragola Rugby, che in questa occasione hanno indossato la maglia dell’Amatori, condividendo pienamente e con grande partecipazione questa esperienza con quelli che sono subito divenuti i loro compagni.
Il giorno seguente ad attenderli, con in palio il nono posto, c’è l’ultima partita contro l’ASR Milano, da giocare, come tutte le finali, nello stadio Lanfranchi, dove meno di 24 ore prima avevano giocato e vinto le Zebre.
Il crescendo iniziato (solo un po’ in ritardo) il giorno precedente tocca forse il suo culmine in questa partita finale. Il risultato di 19-12 in favore dell’Amatori è il frutto di una grande determinazione che si traduce in tre mete tra loro molto diverse, a testimoniare la varietà delle opzioni sulle quali la squadra può contare e si manifesta soprattutto in una difesa implacabile e coraggiosa.
Nei lunghissimi minuti finali, gli avversari hanno provato senza successo a forzare la linea difensiva con gli avanti, ad aggirarla con i tre quarti, sono partiti dalla mischia ordinata e dalla touche, hanno usato il gioco al piede, ma hanno sempre trovato tra loro e l’area di meta un solido ed invalicabile muro di placcaggi.
A fine torneo sul tabellino dell’Amatori Napoli troviamo dunque due sconfitte di misura, quattro convincenti vittorie consecutive e una posizione in classifica (9° su venti), che ci vede, in questa occasione, precedere blasonate realtà del (mini)rugby nazionale. I bilanci, tuttavia, li lasciamo volentieri agli uffici contabilità, quel che importa – ed è certo – è che nel bagaglio del ritorno hanno trovato posto i sorrisi soddisfatti sulle facce stanche dei ragazzi, i complimenti sinceri ricevuti, il rispetto guadagnato sul campo e la voglia di fare meglio.
Un ringraziamento speciale va a Riaan, al Presidente e a tutta l’eccellente organizzazione dell’Amatori Parma, dal personale presente sui campi da gioco a quello che sabato sera per cena ha ospitato tutta la Società (compresi Genitori!) facendoci aggregare al Terzo Tempo.
Confermiamo qui, ora e pubblicamente, la nostra presenza anche per il prossimo anno!