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Come ogni esordio, anche la prima edizione del Christmas Rugby Challenge U16 organizzato all’Edison Villaggio del Rugby è stata preceduta dalla preoccupazione di ben figurare, dalla voglia di mettersi alla prova e dall’entusiasmo della novità. Mentre scorrevano i titoli di coda di una lunga giornata di rugby e il Villaggio, dopo avere accolto centinaia di ospiti, andava via via spopolandosi, a prevalere era comunque la soddisfazione per come erano andate le cose. Certo, una rilettura ex post, ha fatto emergere aspetti – a volte solo dettagli che si manifestavano in corso d’opera – bisognosi di una ‘messa a punto’, ma alla fine si può serenamente dire che è stato fatto un buon lavoro ed un utile investimento sul futuro.
I ringraziamenti vanno dunque in primo luogo alle squadre ospiti (Avezzano Rugby, Colleferro Rugby, Nea Ostia Rugby, Rugby Roma Olimpic Club, Selezione Campania) che si sono sobbarcate il disagio di un viaggio che la giornata prenatalizia ha reso più gravoso del previsto e che a dispetto, in alcuni casi, di assenze, rimaneggiamenti, infortuni, hanno onorato il campo ed il gioco, con impegno, intensità e coraggio. Il merito della buona riuscita di questo Challenge deve dunque essere attribuito innanzitutto a quello che più di 100 giovani rugbisti hanno saputo esprimere, senza davvero risparmiarsi, nel corso del torneo. Il livello del gioco in tutte le partite è stato molto interessante, raggiungendo a tratti una qualità elevata, sia nel collettivo che nelle individualità.
Si può allora tranquillamente affermare che il Challenge ha centrato il suo principale obiettivo, vale a dire offrire alle squadre che vi hanno partecipato una qualificata occasione aggiuntiva al loro ordinario percorso di crescita, ampliando, almeno un po’, gli orizzonti del confronto e dell’esperienza. Per la nostra società e i nostri ragazzi è una strada da proseguire in un duplice senso: da un lato, replicando ed anzi rendendo stabile, dopo questo iniziale rodaggio, l’organizzazione del Challenge, dall’altro, cercando il più possibile, da subito e anche in questo caso in maniera strutturale, ulteriori opportunità – di questo o diverso genere – in grado di offrire le di corrispondere a questa essenziale funzione formativa.
In questo quadro può anche darsi che i risultati, intesi come vittorie e sconfitte, non siano da considerare una priorità, ma l’impegno profuso da tutti i ragazzi scesi in campo merita di poter avere anche questo tipo di riscontro. Vediamo dunque cosa è accaduto sul campo.
Al primo posto si è classificata la Selezione Campania, che ha ben supplito allo svantaggio della inevitabile minor confidenza tra i suoi giocatori, con una qualità individuale media certamente alta (con alcune ‘punte’ di rilievo) e la possibilità dunque di fronteggiare più agevolmente rispetto alle altre squadre le défaillance fisiche dovute a infortuni o stanchezza. La finale ha visto come altra protagonista i padroni di casa del Rugby Napoli Afragola, della cui prestazione si può essere ampiamente soddisfatti. La sconfitta subita, dopo due convincenti vittorie nel girone di qualificazione, nella finale ad opera della forte rappresentativa campana non diminuisce i meriti della squadra, che ha giocato con grande intensità non disgiunta da una certa efficacia, dimostrando di poter ben figurare in contesti progressivamente più impegnativi, grazie al lavoro che lo staff tecnico sta svolgendo e che i ragazzi stanno seguendo con giusta costanza e motivazione. Nella finale per il terzo posto ha prevalso il Colleferro, che lungo tutto l’arco del torneo ha destato una ottima impressione, giocando in maniera ordinata e competente, sia in attacco che in fase difensiva. Quarto posto dunque per il Rugby Roma, che è purtroppo arrivato (al torneo prima e poi) alla partita con il Colleferro decimata dagli infortuni, al punto da essere costretta, nell’ultima parte dell’incontro, a schierare solo 14 giocatori. Al quinto e sesto posto si sono rispettivamente classificati l’Avezzano, squadra coriacea, che ha severamente impegnato, non solo fisicamente, tutti i suoi avversari e il Nea Ostia, combattivo e tenace fino all’ultimo a dispetto di risultati che, questa volta, non hanno ripagato in proporzione all’impegno.
Lo svolgimento del Christmas Challenge ha accorciato la pausa agonistica che separa la U16 dal suo prossimo impegno di campionato e ci ha accompagnato alla breve sospensione delle attività che il Natale, giustamente, induce. Pochi giorni e si riprende, pochi giorni e siamo nel 2018.
Buon anno e buon rugby a tutti.