U14: Torneo Città di Codroipo (UD)

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Non sarà facile essere sintetici. Non sarà facile perché la stagione finisce e sugli eventi finali inevitabilmente confluisce l’accumulo delle emozioni e delle esperienze di tutto quel che li ha preceduti e preparati. Non sarà facile perché il finale di stagione prelude a distacchi e riunificazioni che si compiranno nel giro di tre mesi. E la sintesi non sarà facile neppure limitando, come in effetti avverrà, lo sguardo al solo Torneo Città di Codroipo, perché i tre giorni di questa lunga trasferta presentano una densità non misurabile con parametri meramente descrittivi.
Il primo problema è: da dove cominciare? Bisognerebbe infatti premere il tasto rewind e tornare idealmente agli ultimi mesi del 2016 quando si è deciso che 820 km non erano una ragione sufficiente ad impedire che dentro l’esperienza di due gruppi di ragazzi che giocano a rugby ci fosse un tratto di strada da percorrere insieme. Ovviamente aveva ragione chi ci ha creduto e portare 23 ragazzi in Friuli non serviva a “ricambiare una visita” ma a completare questo (primo) percorso comune, avvicinandoci ai prossimi.
Il secondo, irrisolvibile, problema è quello di selezionare, ritagliare e raccontare le immagini, gli episodi, i momenti utili a far comprendere a chi non c’era la ricchezza e la varietà emotiva, sociale, sportiva di questi tre giorni. In questo caso non ci provo neppure, anche perché sarebbe necessario moltiplicare ciascuno di quei momenti assumendo, di volta in volta la prospettiva di un diverso osservatore o protagonista. Sarebbe come guardare in un caleidoscopio.
Avendo a disposizione più tempo, più spazio e adeguati strumenti linguistici si potrebbe, forse, tentare di tessere con il filo di concetti allo stesso tempo essenziali e complessi (condivisone, partecipazione, confidenza) la trama di un racconto. Temo vi dovrete accontentare di qualche banale cenno di cronaca e di uno schizzo impreciso di tutto il resto.

Al torneo che si è svolto nel bell’impianto di Nova Goricizza, come preludio del torneo di minrugby che il giorno successivo ha riempito di centinaia di bambini gli impianti sportivi di Codroipo, partecipavano 6 squadre. Oltre all’Amatori Napoli e ai padroni di casa dell’OverBugLine, nel tabellone erano presenti altre due squadre friulane (Gemona e Pedemontana) e due squadre straniere, il Rugby Union Donau di Vienna ed i Barbarians Antonio Jr di Bucarest (che apprenderemo successivamente essere una sorta di selezione di categoria costruita attorno al nucleo del Rugby Club Antonio Jr).

Nelle due partite del mini-girone che decide gli accoppiamenti per le finali, l’Amatori Napoli si dimostra superiore agli avversari, battendo con punteggio netto prima i padroni di casa del Codroipo e successivamente la squadra austriaca. In entrambe le partite l’Amatori, a differenza di quanto accaduto altre volte, ha fatto quel che in fondo gli si chiede sempre: eseguire in maniera pulita ed efficace giocate semplici, pressare con la giusta aggressività e difendere con ordine. Della prima partita resta soprattuto il dispiacere per l’infortunio occorso ad uno dei ragazzi del Codroipo, al quale la frattura riportata non ha tuttavia tolto l’allegria e già poche ore dopo, con nostro sollievo, è venuto a regalarci sorrisi sul campo. Della seconda saranno sicuramente ricordate dai presenti un paio di giocate “creative” e pregevolissime dei nostri ragazzi, che hanno strappato applausi convinti al pubblico.

L’altro girone è stato prevedibilmente dominato dalla rappresentativa rumena che ha letteralmente travolto le sue avversarie, facendo valere, oltre ad ottime qualità tecniche, uno strapotere fisico che rendeva largamente impari il confronto con i giovani friulani, le cui dimensioni – variabili, ma comunque nella norma per quella fascia di età – impallidivano al confronto dei fisici imponenti di molti tra i ragazzi di Bucarest.
E’ contro di loro dunque, contro una squadra fisicamente comparabile ad alcune (ma solo ad alcune) delle squadre U16 che è capitato di vedere giocare quest’anno nel campionato Elite, che si giocherà la finale. E’ noto che la prestanza fisica non è una caratteristica diffusa tra i nostri U14 e che proprio il gap fisico è stata la più grossa difficoltà da affrontare quando l’impegno agonistico si è collocato ad un livello più alto, ma chi ha già visto all’opera quest’anno la U14 dell’Amatori Napoli non poteva avere alcun dubbio su quale sarebbe stato il loro atteggiamento in campo.
Ed infatti i ragazzi dell’Amatori non hanno perso tempo a misurare l’altezza o il peso dei loro avversari, affrontandoli a viso aperto. Nessuno si è tirato indietro: dove uno non era sufficiente, interveniva un secondo, un terzo, tutti se necessario e la facilità con la quale i rumeni avevano nelle partite precedenti realizzato mete su mete, si e trasformata, per loro, nella frustrazione di non riuscire ad aver ragione di avversari che la differenza fisica avrebbe dovuto condannare a soccombere. Ma l’Amatori Napoli davvero non ci sta e l’immagine più eloquente di questo sovvertimento di una logica di tipo ‘meccanico’ è forse quella di una maul cercata dai romeni, dentro i nostri 22, con la convinzione di arrivare a conseguire un comodo turn over e che invece è avanzata grazie alla spinta ‘feroce’ di tutta la squadra fino oltre alla metà campo.
La battaglia fisica è davvero molto aspra e la crescente frustrazione dei romeni per la improduttività dei loro attacchi combinata con l’adrenalina agonistica di chi non intende cedere un solo millimetro del proprio territorio ed un arbitraggio non sufficientemente autorevole, iniziano a produrre i primi deragliamenti dai binari della disciplina. Dopo la prima segnatura rumena le cose precipitano e le scorrettezze reciproche mandano fuori controllo la partita. E’ un susseguirsi di cartellini gialli da una a parte e dall’altra e una seconda meta la subiamo giocando in 11. Nonostante tutto l’Amatori non rinuncia a giocare, arrivando a insidiare in inferiorità numerica la meta degli avversari, ma ormai il nervosismo ha preso il sopravvento e l’ennesimo fallo della difesa romena diventa la scintilla, che accende ulteriormente gli animi. Qui purtroppo qualcuno dei nostri si rende protagonista di un comportamento ingiustificabile, colpendo un avversario a terra, gesto che oltre a comportare un inevitabile cartellino rosso, segna anche l’acme del diffuso discontrollo che segna, già da un po’, l’andamento dell’incontro. Altrettanto censurabile appare infatti il comportamento del tecnico rumeno, i modi del cui intervento in campo non sembrano certo orientati a placare gli animi. E’ abbastanza per indurre l’arbitro (prima decisione saggia) a fischiare con un po’ di anticipo la fine della partita. Per fortuna il fuoco della contesa si spegne abbastanza rapidamente e il rito finale del saluto e del corridoio ripristina un clima di normalità.

Mentre i vincitori, giustamente, gioiscono per la vittoria, ha inizio – e proseguirà anche il giorno dopo – una lunghissima teoria di ammirati (e meritati) complimenti… per l’Amatori Napoli.
Il coro di unanime apprezzamento che ha accompagnato, insieme ad un’affettuosa sollecitudine verso i nostri ragazzi, il resto della nostra, purtroppo breve, permanenza a Codroipo, rappresenta non solo una importante gratificazione, ma soprattutto la conferma che l’enorme impegno profuso quest’anno ha prodotto risultati visibili e duraturi. Uno di questi risultati – certamente uno dei più importanti – è quello di avere cementato, anche grazie alle tante esperienze che i ragazzi hanno condiviso, un spirito di squadra immediatamente riconoscibile come il vero valore aggiunto di questo gruppo.